Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno
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1924
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pagina
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419
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PiPim (Métti * In, tua < Storta * 410
MR non I'ÌJMV:.fiitnmo imprigionati, Ittoiiiedemua più volle al ministro di Polizia, agli sdiri ministri di H. M. ni a M . Lei strami, dì NHT rmmi in 0MMm Profondo, universale sr~ lenzìo fu risposta alla nostre aupplicne.
J>i nutrir) in ino dì esser alami M intesi o dì e*eolparoi In qualunque nitro modo} pregammo di esser infermali fjj iettali fatua o delitti di calunnia ci facevau rei. Lo stesso silenzio!
Senza inuma/ione scritta, senz'atto legale di aorta alcuna, e senza formala prevenzione, fummo imbarcati sopra legno dalla Polizia preparato, a condoli e tradotti in Mefite, dì là a Briinn.
Non mai un nostro foglio e pervenuto nelle mani dal fio; non mai ad alcuno da' nostri parenti stato possibile dì giungere inaino al Trono.
Ohe siamo noi dunque veramente.? Vittime dell'intrigo. K fo-Qaltmmlu? tniiziali. che servizio o politica dal proprio Governo tiene in' Briinn distaccati. Abbandonarci, come -viti-ma-:, cs crudeltà; eome impiegati, è ingiustizia.
Noi quindi a V* JS. domandiamo l'uoa delle quattro so* guenti cose:
1. Ottenga per noi dalla giustizia del Governo severo giudizio ed aspro peue, se meritate.
2. O soldo al nostro grado corrispondente Ma non obblio dopo eie, dapotcltè il soldo non i compenso a' mali morali e fisici dello stato di pena, né alle reciproche afflizioni delle no* stare famiglia di imi; uè all'abbandono delle private faccende. Usi, patria ed educazione di un figlio per uu di noi.
O (se la stessa asprezza contro noi persiste) ottenga almeno che, resi liberi, possiamo a nostro grado stabilirci ove sia possibilità di guadagnar resistenza per professione o servitù: dure sortì, dalle quali dovean salvarci onesta vita, servìzi non brevi ne oscuri, e Monarca giusto, religioso e benigno!
4. O, "tuline, si penetri V. E. del nostro stato e 'Ci dia consiglio.
Siamo etc.
Barone COIXBTEA
G ABRIKLE PEPE ech Croce, in Mlh .*/"> apit XXXIV. 325-20]