Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEMOCRAZIA ; DOLFI GIUSEPPE ; SIENA
anno
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1924
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pagina
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433
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Metro QoUétla e la mia- i Storia * 483
chino, e cui Gioacchino, volendo ricuperare il regno nel 1815, nominò in un suo proclama suo ministro di polizia. 1 lamentìi e le sferzate del Colletta hanno, secondo 11164 pini tosto In loro fónte nella acerbezza dell'esigilo clu* indio sdegno della v'wth. Circa poi le asprezze del Murat nella ti Iterile Calabria,, il Colletta tace, che eì ne fu uno dei principali esecutori, essendo appunto in quel tempo intendente di quella provincia in Mòn teieoue. Ei si burla sovente della legittimità dei principi per diritto divino, ina non so qual fosse la legittimi t-à del suo Murat, non su d'altro fondata che sur nn decido di Napoleone; e se la possessione fa il diritto, Ferdinando, quando; ppsslèva il regno, era tanto legittimo quanto (Gioacchino al tempo della sua possessione. Tutte J cose che lo storico narra pel regno di Murat sono inorpellate e dirotte ari un fine preconcetto: qui la sua bilanciai èzoppa. Accetta ed encomia a cielo per ben pubblico la solita teoria delle, assemblee popolari pubbliche e numerose ma poi con somma brevità parla della natura loro funesta, e con eg'ual brevità accenna i mali da esse prodoiii in Francia e massimamente in Ispaglia e in Napoli: anzi, a questo proposito dice cose da far rizzare i capelli in testa per la rabbia e pel dispetto a tutti i fautori di quella teoria quanti SQnó; e certo, a giudizio mio, ha tutte le ragioni; per nn altro verso qua, se* condo lui, punire i ribelli che tentano dì sconvolgere il paese e distruggere il governo è opera giusta, là iniqua. Brevemente, quando tacito lo tira, ci dice cose vere < profonde, ma quando l'aura moderna il penetra, dice cose chimeriche, contraddittorie, false ed empiriche: la teoria allora in lui nega l'esperienza.
In tutta l'opera è sparsa una gran forza d'ingegno, e-'ertamente, le castronerie storiche che in certi paesi si stampano, non ban che lare colla robusta fatica dello storico napoletano. Avesse pur voluto il <iielo, he nel bene ei non avesse messo il quid nimis, e certe parzialità nate dalle condizioni sue personali non l'avessero alcuna volta .traviato verso il male con maculare la sincerità ed il candore storico<pIa resta e resterà sempre che l'opera sua non posW ] Marellò* né messcige boiteùx di Berna, al che alcuni vorrebbero ridurre la maestra del genere umano, dico la storia. Solo è da deplorarsi che il suo vacillare nelle opinioni e nei fatti secondo i tempi e le circostanze non presenti una norma ed uno scopo certo a 11 giovenih che stjtì? dia. S'egli avesse preso la materia per i capelli e tiratala