Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; PARLAMENTI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1924
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pagina
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476
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4? Adolfo Colombo
e della patria e nel corso di sì lunghi airiii, àMétìondando le benefi- che mire del Sovrano, non di rado mi eurai .di promuovere pel paese i vantaggi atti ad agevolargli la strada di giungere al perfezionamento ed ai nobili destini a cui ogni nà2jf ha il diritto di aspirare e che S. M. il gloriosissimo nostro Signore si .è degnato di compiere.
Proseguendo a cooperale per quanto sfaj jn me ì pubblici ne- gozi col medesimo intendimento credevo di sdebitarmi in parte dejpj l'obbligo che mi stringe verso della M. Sw'-Merso i degni Ministri che ne promossero le Sovrane deterni inazioni... teife* fe.oif'.** -.:
Giorgio Doria rispondeva il 15 aprile così:
Io accetto l'onore compartitomi da S. M. il Re d'avermi no- minato Senatore del Regno e jjasBeolarmente in questo grave mo- mento nei quali ognuno deve contribuire in qualunque modo ài -sipk vizio della causa Italiana, se non che alla scarsità delle mie eogfliMom'ii supplirà il mio cuore intieramente dedito a bene servirla, e coll'ap- poggio e lumi de' miei colleghi mi lusingo, che trionferanno quei < principii costituzionali di vera libertà dai quali fui animato sempre nella mia vita per la maggior felicità dell' Italia... .
Alessandro D'Angennes, arcivescovo di Vercelli, il io aprile:
L'alta degnazione di cui piacque a Sj>.À. di onorarmi colla no? mina di Senatore se per una parte mi riempie l'animo di gratitudine per l'altra mi commuove .grandemente per non ravvisare in me quei lumi singolari che sono a .ìajato uopo necessari!.
Confido in Dio e nell'assistenza dell'E,''!, sfee mi ricorda la pre- ziosa memoria del suo veneratissimò Padre cui sarò stretto dalla più viva riconoscenza per le tante bontà ..elafe ebbe sempre per me e con tale fiducia ecc.... .
Amedeo Peyron rispondeva nel suo classico stile :
Figlio tenerissimo dela" 'mìa patria e servo ossequente del vene- ratp trono, io accetto la mia nominazione a membro del Senato del Regno, come un preciso dovere, sebbene la conoscenza di me stesso e la predilezione della vita privata non che degli umbràtili studi mi >> consigliano altrimenti.
Nel propugnare; le nuove istituzioni di libertà congiunte atH*or- dine e nel promuovere per ogni modo gli interessi della patria, .c fido di pareggiare II sommi : mmei solo, che al vigore dell'affetto cOr- rispondessero consentanee le forze intellettuali e fisiche. Ad ognì:modo pongo in servizio della patria è del trono quanto sono e valgo...... É,
Ed alla stessa nobiltà di sentimenti sono ispirate altre lettere di uomini illustri, come quella di Cesare Alfieri, di Giuseppe Manno, di