Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; LANZA DI SCORDIA PIETRO
anno <1924>   pagina <498>
immagine non disponibile

49 8 Varietà di pagine sparse
1 I I II I ! I .,'
rànwsca, del Niccolò dei. Lapi, di romanzi di chiara ed evidente ten­denza politica, di libri inspirati ad un solo pensiero, al pensiero della libertà e della indipendenza d'Italia, doveva riuscire assai accetto e.sim­patico ai liberali dell'isola, agli uomini che dovevano avere poi una parte importantissima negli avvenimenti del 1848. È fuor di dubbio, che egli dovette profittare dell'occasione offertagli per snodare gli :umori' e conoscere le idee della parte migliore dell' isola. Scopo dei suoi viaggi certo quello di rivedere il fratello, al quale era legato da tenerissimo affetto e da viva ammirazione; ma l'occasione che gli sì offriva era ot­tima per uno scambio di idee con gli esponenti più in vista di parte liberale. E dell'occasione favorevole Massimo D'Azeglio, che aveva posto in cima dei suoi pensieri l'ideale della patria una e libera, non era uomo da non profittare. Si sa che -ém. egli conobbe a Palermo il Principe Granatelli, il Principe di Scordia, Gaetano Daita, /Vito Beltrani, H Pi Perez, Michele Amari, proprio gli uomini che furono in prima linea nei rivolgiménti dei 1848. Con tutti costoro egli strinse relazione, e, partito, che fu dall'isola, ebbe corrispondenza. Rimangono: le lettere scritte a M. Amari; una scritta a V. Beltrani (1), mancano quelle a Gae­tano Daita ed al Granatelli (2). Per quanto concerne il Principe Pietro Lanza di Scordia, distinto uomo di lettere, già Pretore di Palermo negli anni dal 1835 al 1837, persona di sentimenti liberali,- il '''Azeglio andò in Sicilia già nel suo primo viaggio con tuia lettera di presentazione e di raccomandazione per lui fornitagli dal suocero A, Manzoni 3), cui
Or dunque io credo che noi Italiani dobbiamo tutti o dimenticare o per-1 donare i torti reciproci. Concordi diverremmo forti, e divenuti forti staremo meglio d'ora.
<? Le elezioni offriranno campo a vaste conci lazi oni a chi vorrà profittarne. Sto per pubblicare un opuscolo su ciò, che mi permetterò mandarle. Speriamo che una volta gl'Italiani abbiano giudizio. Mi creda con tutta stima suo dev.mo <t servo M. D'Azeglio .
(1) V. Scritti postumi dì M. P'Azeglio, a cura di M. Ricci, 2* ed., Fi­renze, 1872, p. 422.
(2) F. Maccagnone, Principe di Granatelli, fu arrestato dopo i moti rivo­luzionari del 1 settembre di Messina. Nella perquisizione operata nella sua casa a Palermo gli furono trovate due lettere, una dell'Orioli e l'altra di M. D'Aze­glio, già state però disuggellate dalla Polizia.
(3) La lettera di cui sopra, il mi autografo trovasi presso la Biblioteca del Principe P. Lanza di Trabia, fu pubblicata dal Salomone Marino, op. cit., p. 11. Non e .'superfluo però riprodurla: Signore ed Amico veneratissimo - Non esser dimenticato da Lei, e procurare una fortuna al mio genero ed amico Mas-