Rassegna storica del Risorgimento

MENICHETTI TITO ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1924>   pagina <522>
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meno che una sonano famigèiaritjì, con la àrntì di tut ogni faiinìgiiti etra, abbon-devolmente provveduta .
PercM quest* avversione; ài dominio.: ifitranieroì Percfre questo fremito di libertày .che- liyeKj -fittasi subita nello stesso arwio in cuiìitTfa insigno­riva <Mfa: :<gi continuò' sempre pfiv fórté;diemaiv per .culminare" ptìi nelle epi­che dieci ;,gfarnate del '49 Perchè la cospirazione deTsi collega stréttamente col risveglio avvedute'5 Besfija - ad 'ffiep/atem nato lìnoègji; ultimi anni del secolo; XV Iti. È pesto rromeMQ' tàtMittf É1 Senatore Da'Còrno nel suo scrìtto cori cui opjaòrtunameigle i infe là Afistetfmmu La Brescia delle >J- giure dei propositi , vìvere liberi iffiiÉttsfoev 'cosi egli! serrivi la 'firescia che santificò col siio ardore le prime coccarde tricolori', la Brescia di cui la inai biltà si buttò quasi tutta, con febbrile atóvjitaL :ai rihnOvawjenitì; la éitta 31 * eversa pdyvisorio del popolo.: sovrano aveva stòrapaw xsé mw proci ama, ,e * non perchè ornasse la vita di un giorno, soltanto : Cittadino,, sei libero? v adesso .felli una patria ; e che aveva trovato subito KWOÌ.cfandottieri in <3jlii- seppe Ledu*,. in Francesco. Garabam, (Giovanni Capié!JÌ, 'Ufigf azzachelili* che' 'èra SEala nel 1793 cèntro della rivoluzione la quale doveva estendersi verso Verona per tutti,, la terraferma, che avena inciso sull'albero della li­ft 'berrò; * fcM raon W jiberoi. boni: ha; patria , mm cosale fcmM della ri- bellione (pag. j}L-
Per dimostrarla FA* * <scorreudo nelle lande dei dnor.di , còfge >egli finse, notando l'influsso ;Mfe I rgrasnM iav-VéniÉin del periÉ>; rivotujstonaiO' 'fi detìófeÈa! irspofeoutéa" jDOMrono esercitare ÌSÈ Bresciani,; parecchi Éet ipaiì .5? trovano mescolati ih ogni moto; come alenili idei cospiratori deli làiPnavltìssero campeggiato nel periodo del. gp;verno) proswtkQrio: del 7i,nefle>gùeWte~d Spagna nella congiura militare dèi 'tj ricorda quindi i compromessi, i c'ondannati* ì prò*: fughi del '21, parte dei quali erano pure stati appartenenti alla loggia massonica, R. Amalia Augusta che nel 1,809, era giunta al suo massimo splendore, come di­mostrerà megli",: aosita :sietwFÌ).' i ÉgejM iconisuif9t< nei suo. mm appunto i fratelli Lechi Giuseppe e TéodòrO,.Kèrdmando Artìvaberiei Antonio Bianchi, Alessandro Possi, Lnigi Lechi,, Vincenzo Martinengo-, 'Bortolo Bazza e-ifeppe Solerà, ; all'opera della. so;eà segreiia si accoppiava) quella palese dell'Atenso;,; divenuto fin dal suo sorgere centro e: iftìcoirè della cultura bresciana, per Cui Brescia era considerata già- cMé: una piccola Atene,; dove ,?: davano, icorivegno o tenevano corrispondenza i pift illustri letterati, tra cui Foscolo e Monti.
II
L'importanza! .che la Massoneria ebbe nel imovimeuto naaionale ed il fatto che fra i congiurati del 'ai si ittfovarono 4n taort! numero anche dèi: Massoni, hanno suggerita* all'infaticabile CrWBjiRfNi lo studio intorno alla Massoneria* in Brescia firftna del ite.
Quando essa sia apparsa a Bresciatìon. si sa; fu molto probabilmente prima