Rassegna storica del Risorgimento

MENICHETTI TITO ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1924>   pagina <524>
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scendo neppure il codice penale austriaco e senza domandarsi se avessero la forza morale e fisica di affrontare e sostenere gli orribili patemi d'un processo davanti a giudici inesorabili. Cosi accadde che confessando e denunciando compromisero e travolsero altri nella propria rovina senza salvar se stessi} cosi accadde che il Dncco, profondamente oneste? ed! incapace di nuocere a chic­chessia per deliberato proposito, ma di carattere debole e fàcilmente suggestio­nabile, non seppe resistere all'insistenze del giudice, e non -sfflTò'' afe '.confessò colpevole ma rivelò anche il nome di parecchi aggregati da lui alila Federazione. Erano altri 13 patrioti tratta inelle carceri, che alla loro volta, tutti meno il Maz-zoldi, per le nuove rivelazioni fatte e per la facilita con cui secondarono le mire del Saivotti, gli diedero il modo di estendere ancor più le ricerche, d'impossessarsi dei segreti della cospirazione lombarda e di trascinare, altri al carcere, non sal­vatisi a tempo con la fuga, tra i quali il I '),r Ci. Bazzày Pex colonnello Ventura-: e il conte Luigi Lechi. E gli arresti si sarebbero estesi anche più per le de-nuncie del Bucelleni, se lo stesso Saivotti non fosse stato come colpito dal dubbio che con l'allargare anche di più l'inchiesta non si fosse messa-In? *mag-gior evidenza la profondità del malcontento e la possibilità di una piti vasta reazione dei popolo.
Ma di fronte a costoro quanto più emerge la grandezza del Moni-piani, del Dott. Bazza, del colonnello Ventura, del Mazzoldi, del conte Luigi Lechi, di Silvio Moretti! Negando o tacendo, contestando con destrezza: lg accuse dei delatori, di cui provocarono é sostennero impavidi il cohfrohM'r rintuzzando con nobile fierezza le insinuazioni, le offese, gli insulti dell'inquirente Saivotti, :(>? Strinsero costui a proporre che per essi tutti, tolti: tranne una fosse so­speso il processo per difetto di prove legali. Ho detto tutti tranne uno, perchè contro il Moretti si accani in modo speciale il Saivotti, cilene volle la condanna a 20 anni di carcere durissimo, alla berlina e; alle spese, nello stesso tempo però che egli era pure costretto a riconoscere che il Moretti appalesò un am- mirabile sangue freddo, una grande fermezza di carattere, molto ingegno, qualche letteraria cultura, e che tranne le poche volte, in cui Fu agitato per le contestazioni che gli si facevano, accoglieva con tal quale sogghigno le esor-* tazioni che gli si facevano, e affettava le forme di un uomo meravigliato a sentirsi parlare di progetti criminosi, dei quali gli fosse stato persino impos- sibile il formare un pensiero (p. 151).
Sarebbe tuttavia ingiusta ed ingenerosa l'invettiva nóStQgi dopa tanti anni e quando noi godiamo la libertà a cui essi agognarono è per cui Cospira-rono, contro coloro che non seppero n tacere nò negare 1). La stessa Re fa­zione del Salvoiti nella quale si riassume l'opera di questo inesorabile inqui­rente, è M documento più grande delle ineffabili torture morali e fisiche a cui dovettero sottostare inatto il cui spasmodico dolore si infranse la lora volontà.
(ri Uno colo Ira wi imritu davvéro II IMW M/uffmt* fu il Bucccllcnt, il ijualo itnnjirA l'Im­puniti a puazo della dalninohL NaRuralment fi Salvanti nella Rlnlniie r (a suri dlfnniora, ma la di. fau *IIM n'A la più formidabile andata e rondann.