Rassegna storica del Risorgimento
MENICHETTI TITO ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
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1924
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pagina
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526
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5*6
Recensioni
V
PìCtianJfaUista Passerini deplora il SegretarÌQdeirA tene FAIUO GUSSENTI di aver potuto raccogliere negli Archìvi di Brescia WtMilano uua messe; rollo scarsa di notizie che ne illustrino maggiormente la vita. Altre per ne ha aggiunte il CuBRRiNi, traendole da alcune carte della Polizia segreta pressoi ti tyttiie-da un mazzo di documenti e lettere famigliari favoritegli dal Senatore Art-gelo Passerina e credo che per quanto poco le une e le altre rechino di nuovo a quello che già si sapeva del Passerini, lafignra M M apparisca pei 11 twdl ed i documenti pubblicati dal dissenti e dal Guaìmi! àbbastanzai cJàiàia
Effettivamente l'importanza storica del P;, non le molìso( CcòhsMerevole, se non perchè, amante sincero della libertà ed amico dei principali nostri patriotij preferì l'esilio con tutti i suoi dolori a rinnegare in qualsiasi modo le sue idee. E di queste fu tenace assertore anche nel campo religioso .e filosofico. Entrato nel sacerdozio, più per volontà della madre e dei parenti che per vera JOCa* zione, non tardò a sentire il disagio di una vita che. troppoi contrastava con la sua inclinazione alla libera indagine e meditazione del vero- Esule in Svizzera col Gaggia, pure sacerdote e con lui professore nel Seminario per sottrarsi al carcere dopo l'arresto del Moretti, assorbì avidamente dalla lettura di opere di filosofìa tedesca e francese còme dalla conversazione e amicizia di dottissimi francesi le idee del suo sistema fiJosofeoì< Idealista ma decisamente contrario al cattolicismo, che abiurò facendosi zuingliano. .Iniziò,. seÉW Si 'Groee; con la traduzione della Filosofia della Storia del mondo antico la- sèrie degli studi italiani intorno all'Hegel e per mantenersi fermo nella sua nuova fede, rinunciò a tornare in famiglia per quanto, cóme apparisce chiaramente dalle lettere pubblicate dal Guerriui, vivamente desiderasse di riabbracciare la madre, i fratelli, per cui serbò sempre aflètto, ancorché le relazioni con -essi' si. fossero assai raffreddate. Sono notevoli a questo proposito le lettere al fratefe Angelo che ci rivelano chiaramente la causa del dissidio. Difatti hi una, da Zurigo, subordina il suo. Contributo all'educazione dei nipoti-alla condizione che non vadano tutti preti, non volendo concorrere a dare alvo nipoti una simile professione (pag. 646) ed in un'altra, gli esprime anche più esplicitamente il suo pensiero:
Mi permetterete di non essere interamente del vostro parere ihifktto di vocazione; io credo che essa dipenda dav maestra ÉtìÌ! cenipajgm, dalle jnsfc- nuazioni, se non dirotte, almeno indirette della famiglia e da altre circostanze 4 e che tocca a chi ha più discernimento e giudizio a dirigere i figli nella scelta * dell'impiego migliore. Ne è poi convenevole di dare ailsu .GHiesn; futi? gli ùnti beeil'li e gli ignorami che starebbero meglio in uni impiego e in un mestiere più basso. Ma non voglio che queste discussioni teologiche ci facciano andare in collera, io vi dico il mio parere solamente perchè credo che vi sia jtìte- ressato il benessere e la felicità futura dei nipoti e perchè credo nociva alla società la moltitudine di preti che si fanno nella beata nostra Brescia