Rassegna storica del Risorgimento

MENICHETTI TITO ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1924>   pagina <529>
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romeo dal 39 giugno; a Gustosa. Il M. ha riciwdtuHo il carteggio sull'archivio dèi Governo provvisorio, premettendovi un interessante saggio introdunivo sul­l'azione diplomatica da esso spiegata durante il periodo in cui esistette. I go­verni coi quali i I.otnbatdi entrarono iti corrispondenza furono quelli della Re­pubblica Francese, dell' inghilterKij della ConfedeTazkme Svizzera, delle Due Sicilie (1 ), del Belgio e della Spagna. L consoli di queste nazioni allacciarono rapporti col governo sorto dalle barricate. Reciprocamente i Lombardi mandarono rappresentanti a Parigi; ttiudovico; J;jrapolÌ), a Londra 1 Benigno Bossi), a Berna (Luigi sPititìettiji a Nàpoli (iCke il M. omette) Vincenzo Toffetti e Giulio Bossi. Da Sellano partirono inoiftè per Monaco di Baviera Francesco Arese e per Franco-forteAlessandro Powey mawowjfairono ricevutilo riGQnMeiuti in veste uciafeiNel teracapitolo delll'ntrodu/ione si trovatioi uòUzÌe-rpa:rUcolàreggiate sui tre inviati al campo; diario Albertoe quali il M. cercìa di definire là fisionomia nel rango de­gli agenti diplomatici. Infine il M. difende la politica albertina nei '48 e fa bene. pili sia lecito osservare però, senza voler togliere nnlla all'obbiettivo pria-rcjjpale 'deB'a.,, che non. *fiè bisogno, per raggiungerlo, di porre nella bilancia, iftaK Ite1 circostanze ièe1 spiegano il fallimento: della guerra, l' obliqua condotta di iTidinaudò. Il, tante .più che la. Còh'dOMà H quél re fu diritta è non obliqua. Cttt soglio ritornare su .eose dette, ma chi può sostenere ormai che ri sovrano provocasse la sóìtevàzi'óne ÉB qjUjBdiel maggio per rie.hiai:n;:are:Je sue eruppe nel Regno? Gb.e Ferdinando, dopo aver represso la rivolta da lui non provocata, approfittasse delia: cireosfcaiiza per ritirare l'esercito dall'Alta Italia, dove, dopo il rifiuto di Carlo Uberto, a .GOiacM.udere la lega,, non aveva più che fare, è ammissibile è l'ammetto; ma da questo a parlare di Condotta-, :. obliqua ci corre,: e l'egregio studioso milanese varrà convenirne meco senza esitazione.
QIUS,E;BP;E- PALADINO
Gt),-U ,;3. Ur-e 'iti' v)lnr itiliiiiiare la posizione assunta ufficialujt'nte da l'erdtiiantlo li vprso il Gu> verno provvisorio Vdt Lombai; tìnt flimehElijni L'riMfd?>'r'J 111 i-ipuosinitóii importante, riferita dagli storici, che cioè quel àwvritnrt jeewixe proprio ufficiai mento Vììti*ni:o TwiJéui.. accompagnato da Giulio Bussi, in qualità dì TappresVattahM milanesi il' 16 aprili: alle 2 poni. Stfell'Arctt. di Stato napoletano (A/' VSw lifW Cxga Italiana, 18.tì, fascio 4185) esiste: lit credenziale al Tuffetti del governo provvisorio in data g, aprile con le firme autografe dui Casati e degli altri membri, in iti si raccomandava di ricb* uoacere naH'irivinu. il rappresentante dei Lombardi presso la Corte delle Due Sicilie. Un foglio di pu­gno del iiiiniat.ro degli esteri Dragonetti indica il giorno, annunzialo altresì nel Giornale Ufficiale, e l'ora del TMteviriieritó. Alessandro l'iI.KIÌI 'in una lettera al Tommaseo attenta cho SI Toiletti e il Dossi si adoperatone astai per II) pediriqne del I'po IH Alta Italia. Ciò ò confermato dal Massari. Vittorio lm brino, annotando la lettera del l'oerro; fin. 355 .riferisce una informnrionc, comunicatagli, u quanto credo, da Umilio. Krogflo, orando la qiìaTe il ToflVlti fu xcelto per inUiativa dui conte Dm-ini, che. Io stimava ed amava. N'o" rapisco poi perchè II M... riportando, ti dispaccio dui corniole svissero a Milano iterinomi, incaricalo pur del Consolato: generale dette Dee Sicilie,."con cui annunciava al Cacati l'adii.. rione di'! sriyiyior; da pane di l?i liminolo II, dica che il governo lombardo intenzionalmente rispose .wngratulnndoji con tfùPtìU non pt . nt> pw-ehft-l*>ScnJÌa; proprio quel giorno {i!j aprilo) loaveva de­posto. .sHo, tmtnf -U ilor.tddij/,1 dal .Itio i/'iliuuu. ammesso pure dia a Stóiano se ne avesse intima lo .tesso gfornou rn Oli. fn pronWMtiflt; 4 Phiemho, np.tr fynport.<gft aiu-He quella dui trono di Napoli. Ravviserei piuttosto nell'espreseloito usata dal govt'lfoo pru.v.dilor), ito modo di dir.r*MlcrifttÌvo comune nl QXaWlfi'> diplomatico, lo stesso conte nom'niirt!, oggi, {ter esemplo, Roma pei l'Italia. Parigi per la J?rnacjn, landra par Iftugjflte.rrii. M'Induce In rate convìnsùme II fatto che le relation! fra i due governi ti mantennero; cordonili secondo dimostrano I documenti, almeno fino al richiamo delle truppe, avvamiw, <Onw :tóMty HR>JH I* *mtno*a del qnìmUri maggio.