Rassegna storica del Risorgimento
1833 ; DIPLOMAZIA ; PIEMONTE ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; S
anno
<
1924
>
pagina
<
555
>
La eoìramóM jrìemonkst *} 5
tote francesi con gli espedienti piti ingegnosi. Come e quanto era sin-1 cero< il igo.vèEn.o francese nei suoi asseriti propositi di repressione? ÌJ'al-tronde era possibile vttrtenece, con pressioni diplomatiche, che la Francia sorFocasse.<anehe ogni manifestazione d* intervtìnttì morale, come la stampa, i libri, il teatro, a prò delle nuove idee?
U Piemonte1 Ma minacciato dappresso più di: fogo! :afea regione italiana dai comitati rivoluzionari francesi. Era evidente, per i non sopiti ricordi della rivoluzione franeeseVchè, atterrato il forte ; stato.' sdbaiÈ-pino, ogni baluardo avrebbe poi facilmente ceduto (*). Gli esuli del r M eran per la maggior parte> tenuti, uie-no, 0 tra le privazioni spagnuole o in Grecia o altrove; ma ai battaglisti superstiti avevano recato, no velilo valido Impulso le reclute- recenti, primo fra tutti; Giuseppe Mazzini. E dall'ampiezza dei Moti di allora si poteva congetturare anche una notevole profondità di essi. Il sovrano, successo a Carlo Felice era quel principe di Carignano che i liberali accusavano di aver data parte notevole della rivolta del 18ài'; parentesi del Trocadero poteva esser stata suggerita come ripiego politico-. Ad ogni modo il nuQSOvranoo avrebbe ceduto al moto fattosi rapidamente grande e Vertiginoso 0. sarebbe stato travolto (2).
Carlo Alberto invece persisteva-in un suo ordine di idee. Da studi ulteriori si vedrà che il re tentenna fu tale per chi non potè indagarne-imamamen te l'animo. Asceso al trono, egli seguiva una linea non dissimile da quella tenuta da principe- Pieno l'animo della grandezza della sua casa, presago dei magnifici destini italiani che l'attendevano, gelosissimo del diritto divino dei principi e .dèlia .universalità 'del suo potere al quale non vedeva limiti se non nella religione è' ..più ancora nella propria) cosciènza, egli era convinto che un lungo e ininterrotto- periodo, di-pace e di floridezza potesse preparare il Pie-monte a superare, le future inevitabili prove. Appena salito al trono non aveva dato importanza alla congiura che aveva il focolare nelle sug; stesse Guardie del corpo*
Luzio.che!iblrpubbirca; trlendolo dal R. Archivia di Stata di Ifòfènut hf ài-buiseè" :ila; ipaternlia anziché al Mazzlftì al coirtedi S. Jorio*. Cf. Wffi M4 jefai cwffàfflro.,- Torino1,, Bocca', 192(1, ppi 444448..
' {ftjtìhe il Mattini dice, il Piemonte .* .fraùtìÉi più importante* della penisola, senza cui non può farsi cosa seria- * /Spini., Xi 25.
(a) Q agpgau.M0. lo studio di ALESSANDRO, Unmm it'ÉWdlhri (MtaliòtrtA
camente documentalo, anche per te Masipnii'def cospirato