Rassegna storica del Risorgimento
1833 ; DIPLOMAZIA ; PIEMONTE ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; S
anno
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1924
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pagina
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568
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Sempre prima della pubblicazione ufficiale piemontese, il 22 maggio 18313Ì, l'incaricato Pasquale 'Gizzl Viluppava la trama dei cospiratori eoa .eolbri: anche più foschi. La rivolta, secondo le sue; informazioni era fissata per il 20 maggio? A Cliamhey, nella capitale della Savoia, ì cospiratori mefoo fatto saltare in aria la polveriera. approdando, del disordine e della costernazione dello spavento inevitabilei dovevano; dar mano ai fuorusciti comandati dall' Ansaìdi e dal Regìs per sottrarre la Savoja iagli; stati sardi e operarvi l'accarezzato mutamento di regime, A Toritfe poi la ribellione si sarebbe aperta la strada destando in-cendj in più quartieri* della città a fine èli .affckare su diversi punti l'attenzione della poìkaa e del popolo, e ad oggetto d'indebolire le forze della guarnigione, obbligandola. dividersi per accorrere iia p>fi. luoghL Profitterà' del trambusto 1 f niella1 ,sosJresa; i Congiurati avrebbero massacrato* ìa* famiglia reale é'h'iU'nqiUè' jMfp avesse potuto opporsi al disegno che avevano concepito d'impadronirsi del potei' m'M proclamare' la repubblica in mezzo al sangue; :agli ìaeiM 'àlléV'l vine (I)Ì
Tali disegni sanguinari e spietati, confusi e spinti a esasperÌSÉPne: iperbolica dalla colluvie di carte processuali, spiegano Gatteggiamento inflessibile di Carlo Alberto. Egli, vittima decenne 0' implaeati assalti, incompreso da coloro che ne travisavano i veraci sentimenti e pure nutrivano le stesse generose in1te152sio.nl,: attaccato da si vasta .gOHgiura, credette dover suolili inalzare li vessilo- di una nuovja oMata. èo'nr un nemico sempre più audace che minacciava di sommergere là sua famiglia, il paese, lo stato, l'Italia e l'Europa kj un; dlsorefee araaeoidé e irreparabile. La natura del moto indicava cine,, a differenza del '21, la rivolta aveva preso anche gli strati iniferioriidélfe miJIziaj; Jpur facendo severa giustizia degli ufiziatii traditori jgj ggli. era persuaso che i maggiori colpevoli fossero boirghes the l'osse: necessario raggiungéEe: !t subornatori e colpirli esemplarmente, sénz:a lasciarsi arrestare da considerazioni di debolezza ts},.
(1) Cf. il dispaccio: 11. ;iija-. Sin Appendice II.
i( fóltre la lettera carloalbéctina a IfeSSinandói ti edita 4'allt Stern cf, quella del zS aprile 1833 te aUoMòr fl-Tafi ><è fla itèttefla del fcascattena il ito luglio 1833 {Ibid., 180). Più. grave è la fette, sempre del Lascarena, dell'8 luglio 1833 (Ilnd., pp. T78-I79), ov'é detto: * jÙSqpSt ipéseut pKjjfg Jes * mlli-taires ont é'tfe.-:ptin'is. SBS Suii DOltfgeàJS ont sani tffòSBgnggr rìgoureuses. n n'est pas ancéfc* tfctttps: djÈs'arrétev; :*i, te'È imo cheyondoespresslone ciyi tuzio il Lascarena eolorfàa! anriéftè" attenuare S; pusM cHc-fvio. Alberto;.