Rassegna storica del Risorgimento
1833 ; DIPLOMAZIA ; PIEMONTE ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; S
anno
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1924
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pagina
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581
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cosiràziàni} piemontese del 1833 5Hi
lo spirito delle truppe spagnuole e stella nazione anziché esser~<vo-reyole al progetti de' demagoghi si pronunzi invece contro. .de" medesima ié: questo riscontra è vero si può jjuarda*e coinè .sicura la conservazione della tranquillità nella penisola
Pareva che i fuorusciti italiani che si sono radunati in Parigi dopo la rivoluzione per cospirare e preparare i mezzi di rèndere l'Italia preda dèlia loro erimingjggi sMSÉone avessero contromandato un tale .progetto dopo la sognataònquista. della Spagna, che riguardavano prossima e sicura.
Ora io ed altri ambasciatori interessati abbiamo saputo con positiva certezza che tale gente prepara con grande attività prossimo un attacco.
Se fossero soli non sarebbero gran" fatto da temere, atteso il iojES' poco numeros'ma degli individui francesi si uniscono ai medesimi, e già-1 .contano": ottomila compagni d'armi. Il Cqmité directeur. che somministrava a ciascuno due franchi per giorno, ora ha dichiarato che questa, misura cessava e (Ite -iil pagamento avrebbe luogo soltanto nella marciai fino alle frontiere .d Italia, qualora vihsi trasportino. Il piano dei: futìrfe. sciti-.e d'invadere I''Italia da due punti, cioè dalla parte della Savoia, e .d'alia1; Provenza versojn Nizza. Noi non istiamo qui oziosi. Il signor ambasciatore di Austria, avendo dovuto portarsi dal re in una udienza particolare, gli ha partecipato francamente tutto quello che noi sappiamo su le orditure che si cramarioj ;qui contro l'Italia e non gli ha dissimulato la nostra grave inquietudine. Egli soggiunse che sperava bene che il governo non appoggerebbe tali tentativi, ma che intanto l'esistenza delle orditure è un fatto che riempiva àmargza tutti i rappresentanti delle potenze italiane. Il re rispose: Non solo non si appoggeranno, ma si impediranno; soggiungendo queste rimarchevoli parale:*: j m Kf'Oiiis a-vons- -des :assèz malheureux'et niii adfolfe pour l'affaire d'E-spagne . Egli prosegui a dire che si sarebbero fatti dissipare in provincia.
Il signor conte Apponjf saviamente rispose 'fXm meglio il non lasciarli partiste dà PasÉg.- dosi fini la conversazione. Ora parleremo: tutti nello stesso tempo al signor conte Mole e vedremo che cosa ci dira.. ta-anto .mdJspensaMle -ehm ;<la gte M Sardegna si tenga: In. buona misura per reprimere le aggressioni nei due ptptì suddivisati. Sono portato a credere sincerai, le dichiarazioni di questi signori nra bisogna -rifléftei-.<r <ehe fe jutenzionf del'1 Governo .ocGidfeo'ipoBbkero: geg ia7MafeadMoflfc fio jueliie-d'èl Governo inaniiae.s.to.ech-e ;trésto potrebhe-aver piacere'di Sfarsi . 'tante teste torbide che inquietano I paese.
La; prudenza, uwpe imperiosamente comanda ai governi Sardo ed Austriaco di tenate jpronte le fòrze cernito qualui-jquje- ppssjfaiieayveni-