Rassegna storica del Risorgimento
1833 ; DIPLOMAZIA ; PIEMONTE ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; S
anno
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1924
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pagina
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602
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6o* Pàolo Negri
senza che prima si'asi; fatta comunicazione all'ordinario de' motivi àà fatto e dì ragione, su cui fondaronsi i giudici a decretarle. È questo un atto senza del quale non potrebbe monsignor arcivescovo procedere alla degradazione, che non può omettersi prima che eseguiscasi là' condanna. Monsignor arcivescovo réte- ttott ha feisògno di lumi né di eccitamento, conoi-scerà, nella sua saviezza, che dee egli, nel caso, farnei con sacerdotalerferr-mezza, una speciale ed .espressa petizione. Ella ad ogni occorrenza, agendo di pieno concerto còl medesimo dia corso, ove convenga, agli opportuni officii. Il S. Padre tutto si ripromette- dalla Religione di codesto piissimo sovrano. Fu pure suo augusto predecessore il re Emanuele che promise con lettera delli 12 Gennajo 1749 a Benedetto XIV la esattissima osservanza di quanto enunciavasj: igeile istruzioni prescritte da quel Pontefice per i vescovi del Piemonte rese con ciò lègge di stato!: ora-1 è bene rammentare che in esse dichiarossi che i Tribunali laici mai prenderebbero veruna ingerenza nelle càuse criminali contro le persone ecclesiastiche che sanno essere pienamente sottoposte alla gìurisdizichie de' loro ordinari.
Questi sono gli accenni che su tale oggetto ho dovuto communir carie d'ordine della stessa Santità sua- e iniÉRattenzione jHfeùltato delle pratiche che anderà Ella ad eseguire, me le dichiaro
(Monsignor POMIDORI)