Rassegna storica del Risorgimento
AMICO (L') DEL POPOLO ITALIANO ; GIORNALISMO
anno
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1924
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pagina
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618
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W Mano SorUi
sarà unito: non è che l'unione che può dare la forza, non è die l'unione che può costituire la nazionalità dell' Italia. Se i nemici della nostra indipendenza si resero forti e sicuri, nuovamente spezzandoci, <e dividendoci nel 1815; i buoni itaUam'CeirtìlìnO dteudersi e di riunirsi il
meglio che possono.
Come superiormente venne accennato, esiste una Suprema Direzione Europea, intenta unicamente a sottrarre i popoli al dispotismo; questi è il potere che deve servire di cèntro agl'Italiani, ed al quale conviene di prestare un'intera fiducia. Lamico: del -Popolo Italiano non ebbe altro scopo, che di agevolare questa unione. Inviato 11 Malta, a Corfù, a Lugano, a Ginevra, a Lione, a Marsiglia deve circondare l'Italia, e far conoscere e far penetrare dovunque le stesse .Verità. Per far causa comune necessita prima di tutto che gl'Italiani apprendino quali sono loro veri bisogni., quali i vanteggi dell'indipendenza e della libertÉgsconoscano come siano ingannati da quelli che hanno interesse di tenerli nelle catene. Gl'Italiani abbisognano di istruzio11 'abbisognano che siano distrutti ancora molti pregiudizi, che siano indebolite molte massime erronee, e che si conosca la verità. Questo progresso, questo; vicinamente all'indipendenza ed alla libertà italiana non dipende che dalla volontà, e dal zelo dei buoni, distruzione può farsi, parlando famigliarmene Col popolo', migee 'le volte 1161 se ne presenta l'opportunità; può agevolarsi inviando degli articoli. procurando degli associati a quelli che, fuori d'Italia, hanno avuto il coraggio ed il zelo d'intraprendere la pubblicazione di soaffiti. periodici.
La circostanza di avere adesso riuniti in Francia tanti Iftàlan* dovrebb'essere favorevolissima a questa unione. Napoletani, Piemontesi, Lombardi, Papalini, Toscani, tutti si; veggono'! jjorannicano insieme, tutti son profughi per la stessa causa, hanno itutti, una comunanza d'interesse. I rifugiati:' italiani possono paragonarsi al popolo ellettó della schiavitù di Babilonia. Verrà M giorno JMuJ i 'fi benefico li proteggerà; verrà il' Zoro/.babel che upftierà alla lóro teste.:
Poiché gl'Italiani lèi Movano uniE debbono conoscersi reciprocar SXenteì amarsi, comunicarsi' le loro idee, èoncMarsi. l'Italiani non ebbero mai più- una /circostanza tanto ifa-vo'revofe per avvicinare ì loro rapporti, per stabilire ì legami della loro fratellanza- non itettrino di
profittarne.
Quelli tra gl'Italiani che non.fcereassero di" favojiirej. queste JguotìS debbono essere riguardai gèÉMg dèlia to pa* iàf pìaiM jgSfef Uarti cÉ non possono trionfare deMoró nemicitèndasi. Sfèfò?' elione riesca--debbono scambievolmente aiuarsay sjò.ccQSPèr< sollevarsi,