Rassegna storica del Risorgimento
AMICO (L') DEL POPOLO ITALIANO ; GIORNALISMO
anno
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1924
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pagina
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621
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IlrAì>ii6Rlel popolò italiano 621
;,:l ven)- pensava il Casini eie tale antipatia fosse derivata da una contesa ch. È* tifa lui e Celeste Menotti, mazziniano devoto e fidatissinjQ, a proposito di un eeRttì: opuscolo apparso anoninro, ina di cui si sospètto autore il Bonacossì,. Itt SjjfìÒ 1ilomé sacM di Menotti non era messo nella degna ,e conveniente luce. Pubblicammo altrove H focuraento rllasciaO dal Bonacossì al. Menotti (agp ina in esso non e'è ragione ufficiente per far sorgere una così forte amiaiiìa tra i mazziniani, e in particolare Menotti Celeste,., coltro di lui. pacche bonacossì dichiara- apertamente e franieatìiente: 'di aOn: 'èssere l'autore ci'-. ijjjitól]'opuscolo éKe al Menotti era tanto dispiaciuto),
MÈm. èwqpse. Àstves/am messere Ile astoni del- dissidio* e;redo tutte politiche e df Indirizzo generale, JB ragióne precipua poi derivava dal fatto. 3?h. Mdco dèi popolo fondato dal Bonacossi poteva parere fatto in <mc*renza èdìl (Éimè: Ma/m,- .e jaestowe;fiucche sufficiente per muovere ,se noìÈ Tiray il risentimento di Macini e'di!-'mazziniani.
Il Lai Cecilia ftelljeiisue Jlìfemorte nota che un coglie Buonacorsi paeglio/ Buotìaeossi)ì M iBofo.gna '.( anepesso ospitava,, :e mmm sapeva se per la monarchia o pubblica, pe3?: un principe indtgèjftó O, stìfc~ uifeo' i'(ii Ora :Ì!l giudizio e ratr-ribuzione passano j segnói;l Bonacossì col suo periodico cospiràiKà sì all'unione: e indipendenza dell'M5.a4
1 Jacopo Ruffini. In una lettera del zft '.Bètlèinbfe: -iSga; à'1 La Géeijia aggiungeva,, dopo fatto l'etogi(- del Mussi, e accennando ai ?SSÉ MiiMwì-' RiducoHa:ue-sfcioiie: cos, :è>n; wia Società dov'-.tiit'raiiiO: :~, Jìbrtacossf non -.Voglio mai'" i?É'!B? accordo, che tìssa. obbligarmi - itiISre- un ;Sóìwé isìÉffi ÈÌ. :àatei; 'Coopera tori. ;aiJ> terno. Non ci lasciamo 'éfeij per Dio! ì '.pptsty I, 116). In una ietterà ft r febbraio 1833 diretta a Litigi Amedeo Melegari, accennando a un, sensale die gli proponeva un oneroso prestilo di tonioói Eain'.Chti dice pkii: U sua jCjMfr dotta e le;;sue attè/enae sono .nristén'ósSS Meea1 *U'l:iì- ì paMGj wfo un tempo amico eesd p>nacossi poi lo lasciò, almeno àgli ocÉ del ttf/anéxh:. MÈW (Ill> ?74-?7S to avvrcmava al Ramo?fàSf!Énà tiOJV famsm Mmym m di astio. Del r?es.te.. il' Max/àrii usi io non aveva man 'Pttsfcift SOfe -01a espressione concitata M eli che ragliava nel momenr gftornalftft In ,iSi ribredev.a e si volgeva alla dolci, Una sua felfétf, Jet ij} htikk Sss, W Wfcw :.Ee-va a ,ear termina: Addio: datemi luitìyfc s mUsèi M ftacci * .{E,pÌBU
(r) 11 documento .dite VtìmmM nel MsmdelRfsotgimento di Modena e e che debbo alla cortesìa M pi X Jaedh* fi pubblicato nel mfiatàtfos JJR /ffo alt'autore dèi EfàMXS0forfa>.mito fatfi Ciro fflttìoM*
'Ì0 Deve dirsi di FeiSarà1..
( Memora me- .-JW. SGtfta* 2j 441 e a, 58-60.