Rassegna storica del Risorgimento

GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1924>   pagina <660>
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66o Pietro Miniati
zione e sul suo processo. Dello stesso giorno sono le due lettere inedite, delle quali ho ricevuto, .copia dall'avv. Mangiai.
16.
A Francesco Michele Guerrazzi Livorno
Cecchino,
Sento quanto mi dici e mi addolora. Fa che il sig. G. Paolo ri­tenga anche per due mesi il capitale per le riflessioni che mi fai: altre volte lo ha ritenuto per comodò suo; l'Ora; può ritenerlo per comodo mio il cambio solito 5 r Sé poi volesse renderlo ad Ogni mòdo, allora concertati con D. Orsini, e dietro riscontro rilasciaglielo in de­posito che nel Monte sarà sicuro. Partendo il vapore, manda altre ealze di lana, e calzerotti di refe e camicie e rimanderò i panni sudici. La speranza della imminente liberazione è svanita, mercè le premure dei miei amici. Sta' bene.
Saluta Maria Scrivimi sempre. Addio
Tuo zio
FRANCESCO i marzo i;34.8.
17-A Roberto Ulacco JÈivorno
Berto,
Sento che tu trascuri affatto le cose mie; sento che appena ti fai vedere allo studio; sento che mentre il tuo principale si logora 'anima e corpo nella squallore del carcere tu hai cuore di darti bèi tempo e rallegrati: in, compagnia dei suoi carnefici... e non vergogni starti con loro... e ti basta l'anima di affiggermi anche tu.
Che cosa vuoi che io dica? ISfiulila. Io ti credeva diverscy Leg­giero e sbadato, ma alla occasione affettuoso, idi ora. che per la mia assenza cresce il bisognò di attenzione tu abbandoni' tiutto.. Non senti quanto ti sarebbe stato onore dire: finché il mio '-principale' e ài pfi-gione a me sconviene qualunque segno di allegrezza 0 di distrazione I
Bada ai miei interessi: badaci, ti prego. Addio.
1 marzo.