Rassegna storica del Risorgimento
GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
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1924
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pagina
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667
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// Carteggio del (rùtrratri èùj
venivano -glia volta nostra, furono riconosciuti, si apri il plotone, si diede loro il passo e furono salvi, io ini tósi a sedere sulla spalletta del fosso e dopo mezzo minuto circa sentii .del chiasso verso la truppa di Linea; vidi scortarne 4 fra i quali distìnsi la voce del Mastacchi. Questo è ciò che io vidi. Dopo seppi con mio dispiacere che avevano arrestato anche Lei e; che questo arresto restava a carico della popolazione Veneziana. Io :giùro-cjle s'ingannano: erano circa 2000 Civici sotto l'armi per ordine supertófej: e fra questi appena si contavano io Civici di Venezia.
Apparve dipoi un foglio clandestino intitolato - Risposta a Mayer -ch'escludeva i Veneziani da Livorno e dalla Guardia civica e gli faceva passare da sgherri e ligi al Governo, ed i medesimi con ragione si risentirono' :6pntro quel foglio, cui i -più hanno creduto opera di lei. Perciò si sono urtati in Livorni gli uni contro gli altri, e questa bella Città è divelluta un soggiórno pericoloso. Guerrazzi, se lei vedesse la città nostra in cui si trova piangerebbe. Il di 8 settembre eravamo una famiglia sola, ora siamo mille tutte divise e discordi e temo che da un momento all'altro nasca una guerra cfej, e cose più serie. Il Coin-mèrcibr ristringe giornalmente; la popolazione ridotta allo estremo or grida vìva l'uno, or viva l'altro. Da taluni viventi in Livorno' -sortila dal fango, peggio fèccia del mondo sì parla molto a carico di chi non ha colpa.. Lei' -dice che prima di ripatriarsi vuole -.vedere;: fcui i fratelli concordi, in diversità presrìeglierebbe l'esigilo. Noi non vogliamo mai perdere un uomo così grande da noi sempre amato; anzi colle lagrime agli occhi- la- preghiamo ad adoperare tutto il suo ingegno per fare ritornare la pace nel nostro bel laege. D'altronde saremmo odiati e maledetti dai nostri fratelli, e si porterebbe una macchia infame eterna nella nostra storia. Guerrazzi le giuro che tutti quegli uomini che crede suoi amici, sono i suoi nemici. Ho sempre pregato questi uomini ubriachi KajstòM di non rammentare futilmente il nome .dì. Guerrazzi; mentre le loro grida si éÉSBnm ;a- 'caribo del inédesìm-
Quando tornerà iri ÌAmmm mm MitP8a parlarmi, ed io ne kpÉk molto piacere, allora le fecéontìseere meglio, chi sono gli uomini che sì vantano liberali, Le ripeto che .pensi; fper il bene di Livorno. Le auguro una buona salute, bla prego a sta? 'fòa-nquillo.
La saluto, e sono
Suo devotissimo servo ANTONIO PETAPGSI