Rassegna storica del Risorgimento
CUSTOZA
anno
<
1924
>
pagina
<
686
>
686
Giuseppe Mauri-Mori
ed ai superiori di quel tempo, nel quale pochi comandavano e tutti obbedivano, teneva ognuno a grande distanza e ben di rado rivolgeva la parola agl'inferiori Juan" servizio. Si aveva la chiara -visione-.che noi, quantunque alla sua dipendenza immediata non fossimo che organi materiali della sua persona sottoposti come arti alle di lui facoltà volitive. L'iniziativa era considerata arbitrio. Questo sistema di autorevole comando, con minor rigidezza, vigeva pure nei reggimenti e quando qualche giovane ufficiale, in materia di servizio, si permetteva di esternare le proprie vedute, f vecchi capi piemontesi parlando di lui dicevano: A W'è igfèSGHÉfe; rm tàfcé}itUcié >, > i un ragionatore, somiglia ad un avvocato)!
Il Capojdi Stato Maggiore Conte Nicolas Di Robilant era stato richiamato nel corpo di Sta*; Maggiore dal comando di un reggimento di granatieri in Napoli*.Proveniente dall'artiglieria aveva perduto il braccio destro alla battaglia di Novara nel 1849. Alto della persona, aveva aneMegli un contegno sostenuto coi dipendenti, ma sia pel grado meno elevato, sia per la subita influenza dell'ambiente espansivo napoletano, era meno austero,,; alquanto: spigliato nella conversazione ed aveva l'abitudine di parlare italiano anziché il piemontese, cosa che nel Della Rocca faceva difetto. Egli godeva tutta la stima e la simpatia del generale che lo aveva richiesto al posto che occupava (2).
Il sottocapo ci: Statò- iRtaggiore .luogotenente colonnello Cesare Di Gaeta, proveniente dall'esercito delle Due Sicilie e dal Collegio Militare della Annunziatella, aveva, servito con (3aribal<É nei moti' '.eie! 1860 per l'unità d'Italia, e sottO) le mura- S 'apuà, :<Éa!: fflem 'artiglieria, .si èra guadagnala la jèrócé di cavièmèi -.epofdfne militare di Savoia, I ! suoi rapporti personali col Capo di Stato Maggiore .e ;ep;l.generale non erano qualii avrebbero dovuti essere; La provenienza dall'esercito napoletano che si era disfatto in breve tempo (non senza però alcuni atti di valore) di fronte, alla rivoluzione, l'aver militato e combattuto nel campo avversaitìOtf pÉtìà 'M essere prosciolto dal giuramento al proprio Re, la mancanza-. M atìgiaiiiehito militare nelle forme esteriori, e dèlie quali si fèmim gÉft jEOuto, erano; cause per le quali veniva tenuto in poca EOnsidèÈaìon Ofce'icavalteresco al valore ieonferitqgli, e di quell'importanza,, avrebbe dovuto rappresentare una sanatoria, ma lo Spirito militare elevato; téfó capi dell'esercito non si :f legava a quella
1 (T). Non garantisco litografìar dialettale... ffll a generale fi.pmàndante dèlia scuola di gretta e pqf Ministro degli Esteri ed ambasciatore a Vienna.