Rassegna storica del Risorgimento
CUSTOZA
anno
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1924
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pagina
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687
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Notizie inedite di un veterano
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che essi credevano indulgenza polìtica del governo. I superiori, sé l'avessero messo in valore e tenuto in debito contò, si sarebbero accorti che nel Di Gaeta, ad un esteriore dimesso, ad un caràttere chiuso ed ipocondrico, rispondeva una mente coita-,, acuta, dì chiara percezione, come dimostrò in un incidente avuto col Generale e del quale diremo or ora.
Il Comando del Corpo d'Armata a Piacenza occupava :tm vasto appartamento di cui la magglWjfee per abitazionevdel Generale, che spesso aveva con sé moglie e figli, e con un poco di buona volontà, si sarebbe trovato modo per assegnare al sotto capo di Stato Maggiore, una stanza per ufficio a sé. Invece ilo si mise fra gli ufficiali inferiori, fra cinque capitani e un tenente. E poiché in ufficio eravamo tutto il giorno, un tale avvicinamento di ufficiali di età e grado diverso. doveva produrre qualche volta degli inconvenienti. Non ricordo per qnàtè atto confidenziale, egli senti che gli si mancasse di rispetto e se l'ebbe molto a male. Il dì seguente fece trasportare il proprio scrittoio nell'attigua camera /da letto ed a noi disse, benevolmente, di essersi allontanato per lasciarci liberi, ben eomipréBd'emlo die tutti ci saremmo trovati meglio al proprio posto; Si sedeva a mensa col Generale ed al Di Gaeta non fu assegnato il posto che gli isàrebbe spettato secondo B usanza d'allora, cioè la precedenza per grado a destra o a sinistra del superiore più elevato. Il Generale aveva da un lato Robilant e dall'altro il capitano Conte Ceresa di Bonvillaret. 11 ì (taeùa era nella1: curva del grande tavolo ovale.
Nel quartiere generale regnava una decisa intonazione aristocratica sostenuta anche daj ufficiali d'ordinanza, due nobili piemontesi. Costoro; ai quali incombeva assegnare i posti, situarono il Di Gaeta colà per non porlo accanto al Generale, a cui, sapevano, essere antipatico. Può darsi che 1 Generale avesse foì eletto chi volesse dal lato snÉsìaro. In questa disposizione di posti, si rieonoscevajr. tra noi, altra mancanza di riguardo.
La conversazione, durante i pasti, era tenuta .dal Generale e dal Robilant, in pretto linguaggio piemontese. Talvolta quésti l'hiiziava tìff italiano, ma bentosto per lo intervento del Generale, continuava:: i'n .dialetto. Sebbene f: 'commensali appartenessero a regioni diverse, pure il . piemontese alla meglio era parlato da tutti, compreso me -efe U'O: ye?oj appresi !w a,Gcaienik TorinQ. L'énMsiasmo per il grande avvenimento, 1' unità Itala-, produsse nella 'Soven. l'M'reionj annesse k mania di imitare in ogni Cosa le usanze del Piemonte,, tanto più -ehe; questo sostituiva le proprie leggi a quelle degli Stati riuniti: é Unità 53: sen--