Rassegna storica del Risorgimento
"RACCOGLITORE (IL) ROMAGNOLO"; GIORNALISMO
anno
<
1924
>
pagina
<
755
>
Varietà di pagine sparie 755
che San Pietro non è meglio stato a Roma di quello che sia stato a Peckino. San Paolo dichiara espressamente (epist. ai Galkt. Gap. U.) che la sua missione era verso i prepuzj intieri e che la missione di San Pietro era verso i prepuzj tagliali vale dire che San Pietro nato in Galilea non doveva predicare che ai giudei, e San Paolo nato a Tarso, doveva predicare agli stranieri.
La favola dice che San Pietro venne a Roma sotto il regno di Nerone, e che vi papeggiò 25 anni sotto quel tiranno, che non regnò che undici anni. La supposizione che una lettera di San Pietro datata da Babilonia sia stata scritta dentro Roma, e che Roma è posta per Babilonia, è una supposizione da far ridere il cardinal Pacca, anche parlandogli delle bravure di suo nipote.
Ma che Roberto si sìa regalato a San Pietro, o ai dodici Apostoli, o ai dodici patriarchi, o ai nove cori degli Angioli, ciò non comunica alcun diritto al papa sopra di un regno; questo non è che un abuso intollerabile contrario a tutte le antiche leggi feudali, contrario alla religione Cristiana, all' indipendenza de' sovrani, al buon senso, ed alla legge naturale.
Questo abuso è antico di ottocento anni. Siamo d'accordo; ma fosse antico di settecentomila, dev'essere abolito e messo in ridicolo. Se l'antichità consacrasse gli errori e li mettesse fuor di caso di essere attaccati, noi dovremmo armare! tutte le volte che il papa pubblicasse una crociata, noi compreressimo a Roma delle indulgenze, libereressimo le anime dei morti a prezzo d'oro, crederessimo alle streghe, alla magia, al potere delle reliquie sui diavoli. Ciascun prete potrebbe far'entrare deraonj nei corpi degli eretici; ciascun principe che avesse una questione col papà, perderebbe là sua sovranità; i figli, i padri, le mogli, i mariti, gli amici, i fratelli sarebbero tenuti di impiccarsi, scannarsi, scorticarsi reciprocamente per zelo del (paradiso e farsi reciprocamente abbruciar vivi per le pietose mani dei reverendissimi frati di S. Domenico. Sopra tutto quando le nostre donne fossero fatte madri dagli eminen-tissimi e dai reverendissimi, noi dovremmo andar consolati- del nome di padri putativi e creder come di fede che le ha ingravidate il zefnretto. Tutto ciò è tanto'antico, èìfojrjgjpiù c,ie preteso vassallaggio di un regno che per sua natura dev'essere indipendente.
Certaraene -,se i papi hanno donato il regno di Napoli, essi possono toglierlo; in fatti altre volte essi ne Iranno! spogliato i legittimi possessori. Questa fu una sorgente con ti n uà di guerre civili. Questo dirigo del papa .era dunque in effetto, ed è contrario alla religione cristiana, alla sana politica, e alla ragioael quod eràt demonstrandum.
(Sarà continuato)