Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1924>   pagina <757>
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Varietà di pagine sparso 757
cessano che prepariate la forza nell' unione. Operate per quella quanto potete, e abbiatemi
vostro Gius. MAZZINI A chi è diretta?
L'autografo è privo di ogni indicazione per accertarlo. In man­canza di dati di mano del Mazzini, dobbiamo affidarci alle asserzioni del donatore signor Berti, il quale nel regalare i manoscritti mazziniani al Museo, affermava non senza sicurezza, che la lettera era indirizzata a certo Pietro Boccognoni, morto in Bologna l'n novembre 1871, data riscontrata da me esatta di su i registri dello Stato civile, i quali danno anche che il Boccognoni nacque nel 1866 da Pacifico e da Caterina Massiecioni in S. Severino. Condotte presso quel Comune le mie ricerche, non mi dettero alcun; risultato positivo; né diverse furono quelle fatte da persona amica e pratica sui giornali bolognesi.
Secondo le generalità fornite dallo stesso signor Berti, il Boccognoni, che è ricordato nella lapide n.. 759 della Certosa di Bologna (r), era un fervente repubblicano, calzolaio con bottega in via Ugo Bassi n. 30 A. (occupata al presente da un antiquario). Particolare interessante, per mettere chi ne abbia voglia sulla strada di altre notizie, é die il Boc­cognoni sarebbe: stato calzolaio di Giuseppe Garibaldi.
Unente l'ultimo autografo è un modestissimo frammento di let-
:(i) Per informazioni dovute alla cortesia idei signor Giuseppe Bernardi della Certosa di Bologna, aggiungerò qui poche altre notìzie non trascurabili, desunte dal registro dei permessi di seppellimento e dagli atti di entrata dei decessi nel cimitero.
FI. Boccognoni muri alla data indicata per tubercolosi ed ebbe in moglie Una Ersilia Campolunghi di Ravenna che lo segui nel sepolcro, il 14. dicembre 1883. Dal loro matrimonio nacque am Iglia, -ferse l'unica dele* posata, poi: ad un Barbettì. Costei fectì collocare la lapide 7 Sala Colombario recante la seguente epigrafe:
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