Rassegna storica del Risorgimento
1849-1851 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; SICILIA
anno
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1924
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pagina
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791
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* nostro
- la sventura mi gettò, mentri
* scambiato mi nullità con itissuno dì qui
- io ho desiderato, te li. ripeto, In proi
la, purché tatua non fosse pio e
* nemico nostro. Quanto sciagure, ad or*
uale trepidazione negli animi dei buoni, di quante turpitudini .teserà-
- vaia la mossa. Palermo e un vii-aio di birri, Palermo doveva bruciar
esso due terzi degli abitanti. E sai bene sé io fui uno de' forti oppositori al!* politica inglese! e sai bene se i nostri travagli e pericoli corsi
- Stabile da questa via, che, Uacciaia appena nel Comi:
stimo al Ministero defili Affari esteri. Rammentalo! D sita q,]
- traboccante bile ho nel petto e nelle vene: tale che ho desiderato qi;
* ti cennai più sopra. Ma se l'ho desiderato nei momenti della disperi
- nei momenti in cui ci giungono da più ributtanti noti/te, non per
ito avrei usata la mia influenza per potersi realizzar ciò, sebene e questa
- pure una poesia. Ma per Alberto Amedeo con lo Statuto formulato dal no-
- stro Parlamento anche con qualche modifica, non fosse anche (juesj
poesia, credo che sarebbe un gran bene ottenendosi. Ma è una poesia, e ciò basta >
ricordo di averti scritto clic l'unione italiana al modo unico può ot*
- tenersi, cioè con le armi, È mestieri che una nazione forte per se, forte detta
- si:a vittoria intenda a riunirla sotto unica dominazione, qualunquesUQ nome. Mi sembra averti ciò scritto quando mi parlasti ili Roma. Unita e
* farebbe man mano un'armata sua propria, una
* luppo, di che è capace, vi costituirebbe poi come meglio s.trebbe più
dia felicità di tutti i M>poli riuniti. Ma l'Italia è un paese debole, di-
- viso in tanti principati. <:. però( di tante opinion] diverse; ne la opinione dei
* pochi generosi può inttuire sulle masse soggette a dei prcgiudbdi, a delle par- ticolari vedute, alle insinuazioni, alle seduzioni di chi . 'irglielo.
ripeto: la sciabola e il cai ssono riunire 1* ti
- mano ad esser felice e fortissima. C*iù dunque le poesie, mio ben ania'.o
* amico: e mettiamoci una volta nella via del possibile. Alla Democr.i
- non si va pM salto. Bisogna che i popoli sinno moralizzati vssai pei
< zarc quel Governo: e, sgraziatamente, In morale e poco conosciuta. La storta
:-n.. che U repubbliche della Grecfai vii Roma, e più quella surta in Francia dopo la 1
J! domini-- di un fortunato soldato. S- pei la Italia io, q iti
* momento credo inadattabile un 1 questo momento tu ."ui una