Rassegna storica del Risorgimento

1849-1851 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; SICILIA
anno <1924>   pagina <812>
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opinioni *iano lecite in seno ali nuovii associazione, [a!mente i! problema dello liberta e dell'unita questo, tutti vi si precipitano, conservando sia i loro singole cmigrazii ischi, per la fiducia che nutre 'li attrarli a i iarii alla
sua immagine colla persuasìóne.
Dì fronte al Mazzini, s'erge l'altro grande esponente dell italiana, Carlo Cattaneo; il cui programma si riassumi e nella federazione. E fra i due oscillano dapprima gli <
sulla preferenza da manifestare, che potrebbe condurli all'imp* perenne di fronte all'assolutismo e quindi ad effetti contrari agli ai quali mirano.
La formula del Mazzini meno impegnativa, più elastica e tempo-reggìatrice, col suo rinvio alla Costituzione della Scélta fra unità deralismo. meglio si adatta allora allo sialo d'animo dei profughi quindi da essi abbracciata con maggior entusia meglio copre
(juei sottintesi e quelle riserve, che si ripromettevano di sciogliere al momento della Costituente.
Non reca dunque maraviglia assistere agli avvicinamenti, che avven­gono wrso i due Capi dei liberali dai vari gruppi della emigrazione italiana, e quindi anche da quello Sicilia
Il quale ascolta la voce dei fratelli chiusi nell'Isola, che cospirano e tentano ugni tanto con sussulti violenti scompaginate le fon ma senza riuscirvi per mancanza di uomini, di armi, di denari.
Uomini, anni e denari, chiede quella voce agli esuli. VA i meno persuasi, considerano che, uomini, ne troverebbero sempre; armi, SÌ sono perdute in parte quelle di Malta; denari, si slatino perdendo quelli di Londra. Onde insorgono e si affannano alla ricerca di quei [intenti ausiliari. Pur troppo, la loro profonda ed in costituisce un ostacolo insormontabile, reso più pericoloso, più
gante dall'avvilimento <H coloro, che, pur nati bene è pieni eli vita e
d'intelligènza, si vedono precluse tutte le vie per guadagnarsi un tozzo di pane, o sono ridotti ai più bassi mestieri, alle più luridi pur trovare da sostentarsi.
I Scotto fa il facchino in America r); Diego Arancio si sta
li) Scriveva, il j gennaio 1850, da Tamilico nel Messico a Rosati no Pilo la seguente:
Carissimo Amico. - La sorte che mi ha toccato In