Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; GUERRA 1848-1849
anno
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1924
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pagina
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877
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prilli* voi tu
forte quunto
'.i filanti, i passi dalle . da un punto che
all'arrivo del rinforzo la ritirate.
In Valle di Ledro vi era un battaglione. II giorno stesso alle 4 lumino attaccati, ma fu cosa dì poco momento. Dopo pochi altri giorni, non tanto per il bisogno, quanto per disfarai di ci-rti indisciplinati il Itone spedì in Tremo tre compagnie
ed io lasciando il comando della mia, presi il comando per la parie tanto guerriera, quanto per l'istruzione di tutte le quattro. Dopo la mìa riconoscenza il nemico non ci lasciò più in pace, sovente eravamo attaccati, ma sempre con felice successo da parte nostra.
Finalmente il 27 la sera, il posto alla cima di Noia fu attaccato, ma ì) nemico si ritirò dopo breve fucilata; io previdi l'attacco per l'alba. Alle tre dopo mezzanotte partii con la compagnia granatiere ma la rimasi a mezza strada e presi una via più breve per arrivare sopra Nola; appena giunto l'attacco principiava, la fucilata fu da principio insignificante, arrivarono i granatieri, io ne impegnai una porzione, un'altra volli guidarla alla baionetta onde rompere il cordone nemico; a trenta
fummo ricevuti da una scarica e la palla di un Tirolese mi tra il braccio destro rompendo l'osso, io non caddi, ma girai sopra i talloni, presi il braccio con la sinistra e ripresi l'equilibrio, ma dovetti ritirarmi, piazzai la riserva dove io credevo, ed il combattimento finì poi con vantaggio; io fui obbligato camminare due ore a piedi e quattro sopra una sedia...
Ti abbraccio
tuo fratello CARLO
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La ferita pare fosse tanto grave da richiedere, ;i giudizio dei medici, l'amputazione, cui si oppose il dottoi Leone, il quale volle risparmiate il braccio colpito; ad ogni modo egli dovette trattenersi a Salò, assistito dalle cure affettuose dello diletta compagna, che non avevi tato a seguirlo. Pi qui. avvicinandosi il nemico, venne portato a Milano.