Rassegna storica del Risorgimento

TORINO
anno <1924>   pagina <1034>
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ttw, nel irniente ttottlo operato dalla guerri, lift *l HprMM linear oggi; Otiti* liti porr* QMIRQ Siiti riformi ddfMuwùnaiM-til-U ci vUn lidio M richiamarci aitll tlmll dibattiti del Parlamento a dell stampa subalpina iwlU 11 ber U elle scuola; nell'onjinafo 1* foiw Jft lu ti il attua In poivnxs ijdaait u**ji j Nazione, il affrontano le medesimo difficoltà che I nostri podrf. annerarono nel primi anni del nuovo Regno; * nelle pur tempre Inadeguate provvidente per le popolazioni meridionali ancore ci suonano come ammonimento la pawie pronunciale dal Conte di Cavour nelle ultime ore del wo sublime delirio, fej* sognava infatti che la terza grande guerra di indipendenza chiama**tee tutti gli italiani e, creando solidarietà dove prima erano contrasti, sostituisse oM'o-pera di individui e di minoranze la larga partecipazione delle moltitudini, per* che queste, anziché a parai air interessi di classe, si sentissero legate alla so* luzlone del vitale problema del nostro essere di Nazione.
A custodire la purezza di questa nostra Storia che non soffre strappi o Interruzioni e ad additare l'alto fine da riproporsi, non poco dovevano con­tribuire negli ultimi decenni gli sforzi di una libera associazione la cai attiviti non si esaurisce nel campo scientìfico, .inai mira ad un intento educativo che non è senza efficacia sulla scuola; e insieme la tenace, anche se più raccatta fatica dell'ufficio storico dello stato maggiore, volta ad evocare dal grande Archivio della guerra le testimonianze del valore italiano; nonché l'opera di raccolta e di illustrazione del Comitato nazionale, che per la sede sua nel mo­numento del Gran Re e per avere fra suoi componenti gli artefici delle no­stre ultime fortune, meglio è destinata a raccordare le sparse Iniziative e a dare unità a quel lavoro monografico che 6 in via. di continuo accrescimento, in un moto infatti caratterizzato dall'azione di rilevate e distinte individuanti, giova fissarne ad uno ad uno i sembianti, cosi da renderceli sempre più fami­liari e da ricomporre quell'idéal tipo dell'uomo del Risorgimento che ci sta dinanzi alla mente: forte ma non tratto mai ad abusare della forza, gelóso. della cosa pubblica amata in ;se stessa e non per altro, schivo di onori ma non di doveri difficili e pericolosi, consapevole di quei limiti morali oltre i quali l'azione politica diventa infingimento o debolezza.
Cresciuto alla luce di queste idee e di questi esempi, vive fra noi e presiede ai nostri comuni studi chi fanciullo udì il pianto di Novara e sperimentò fin d'allora come dalle patite delusioni l'Italia risorga più forte. Al venerando uomo il rinnovare oggi l'elogio che Terenzio Mamiani, pronunziò, un giorno lontano, in memoria di quel magnanimo., che sui campi fra il Ticino e il Mincio noi primamente salutammo liberatore e Re d*Italia.;, A Peschiera, dove si alzò il fatidico grido, molti decenni di poi, un altro Re di un' Italia più grande, ma su. cui s'era abbattuta Improvvisa la sventura, In Un mattino dei primi del [ir-ljste- .npyèmhre 1917, doveva confermare la fede degli avi nel suo popolo e nell'immancabile vittoria. Nel nome di Lui, che è il nome Vostro, Maestà, mi onoro di aprire il XII Congresso della Società per la Storia del Risorgimento Italiano *.