Rassegna storica del Risorgimento
TORINO
anno
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1924
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pagina
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1039
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Atti HJfìmli >*'].
Quando Cari Allerto siali 1 trono l'Aulirla aveva InlIUstitO preponderante noi Oavtómtì. cui era a capo II Della Tórre, ho sempre, anche nel' pili lardi anni, esaltava l'Austria come protetta da DÌO.
Neil* Europa, nel Piemonte d'allora,'Carlo Al borio dovette celare se stesse, Egli non' ebbe due volontà, come altri dissero, bensì una sola volontà, adombrata dalla politica europea, dalle insurrezioni patriottiche ma irragionevoli, dalle cospirazioni forsennate nell* affilare i pugnali e dal concerti di Lubiana al quali in sostanza egli aveva dovuto aderire. Non è vero Che egli usasse nella scelta dei -ministri artificiose: contraddizioni. None vero se il La Margarita affermò:. lo nei Ministero fui sempre solo ~.
, V C- un libro in cui Carlo Alberto dalla sapienza divina e dalla storia induce i doveri e le sorti degli imperatori e dei re ai quali e commessa la felicità dei popoli. Egli nomina coloro che operando contro i popoli operarono contro: Dio. Onde Iddio ti castigò anche nelle loro discendenze, e mette tra questi Federico Barbarossa, Alberto I d'Austria, Carlo V, Filippo II, Francesco (: imperatori e re che manomisero 1* indipendenza delle nazioni, iddio invece benedice ai guerrieri che la rivendicano. Cosi Cario Alberto scorgeva benedetta lai discendenza sua, anima, salvezza e fortezza d'Italia.
Caro)Alberto fu sempre il crociato in attesa.
Di certo s'incuorò e a lui parve inviato da Dio il grido della riscossa allorché Pio IX benedisse l'Italia, ma anche prima dell' ascensione di Pio IX egli era deciso a bandire la guerra nazionale.
Già nel 1832 ne assicurava Carlo Botta dì cui tanto confortò la vita. L'Imperatore di Vienna ed i suoi ministri in Torino dovettero mutare costume verso il re italico ed il! suo Governo.
lo farò la guerra all'Austria , diceva Carlo Alberta nel 1840 e quésto proposito, tra quelle commozioni internazionali, Brlgnole Sale palesava al Thlers.
Soldati austriaci nei settembre del 1843 usarono prepotenze contro terrieri di Castelletto Ticino, E il Re al Villamarina: Il sindaco doveva far suonare tutte le campane e levare in massa tutta la popolazione e se non bastava io avrei fatto suonare tutte le campane dal Ticino all'ultimo, villaggio della Sa-voià,, mi sarei messo alla testa dell'esercito e di tutti gii uomini dì cuore, -avrei alzato il grido dell'indipendenza della patria lombarda e forte della protezione di Dio avrei marciato avanti ed è ciò che io sono sempre pronto a fare. *:;
Non pare egli di udire il messaggiorivoito ai Congresso di Casale quattro anni dopo?
E nel '48 al Vaticano regnava Gregorio XÌ.
Carlo Alberto nella sua missione seguì se stesso e davanti alla figura di questo Chamyl italiano prorompono dall' anima i versi del poeta che fu suo nella gloria e nella sventura: Salve guerrter d'Italia, santo d'Italia amico .
In quel tomo cominciò l'avvento albertino e poco dopo Massimo D'Azeglio portava in Romagna la buona novella.